Ciao, la tua descrizione è molto confusa (oltre che formattata male con l'equation editor)! ... ma non ti preoccupare... la confusione non è colpa tua ma si tratta della solita cosa banale che la maggior parte dei professori universitari non riescono, nonostante le loro fantastiche "elucubrazioni mentali universitarie", a spiegare decentemente ai comuni studenti mortali !!

Vediamo dunque di fare un po di chiarezza definitiva (in attesa del relativo video-tutorial di teoria) su questa questione della funzione segno utilizzata soprattutto nelle operazioni di derivazione con presenza di valori assoluti ...
Prima di tutto ricordiamo la definizione di funzione segno:
\[sgn(x) = \left\{ \begin{array}{l}
- 1\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;x < 0\\
0\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;x = 0\\
+ 1\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;x > 0
\end{array} \right.\]
Valgono inoltre le seguenti proprietà ovvie che derivano direttamente dalla definizione:
\[x = sgn(x)\left| x \right| = \left\{ \begin{array}{l}
- \left| x \right|\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;x < 0\\
0\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;x = 0\\
+ \left| x \right|\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;x > 0
\end{array} \right.\] Esempio: \[\begin{array}{l}
3 = {\mathop{\rm sgn}} (3)\left| 3 \right| = + 1 \cdot 3 = 3\\
- 3 = {\mathop{\rm sgn}} ( - 3)\left| { - 3} \right| = - 1 \cdot 3 = - 3
\end{array}\]
ed inoltre
\[\left| x \right| = {\mathop{\rm sgn}} (x)\;x = \left\{ \begin{array}{l}
- x\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;x < 0\\
0\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;x = 0\\
+ x\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;x > 0
\end{array} \right.\] Esempio: \[\begin{array}{l}
\left| 3 \right| = {\mathop{\rm sgn}} (3)\;3 = + 1 \cdot 3 = 3\\
\left| { - 3} \right| = {\mathop{\rm sgn}} ( - 3)\;( - 3) = - 1 \cdot ( - 3) = 3
\end{array}\]
Ora poichè la funzione segno, per come è definita, si comporta sempre come una costante (vale +1 o -1) è ovvio che è derivabile per tutti gli x tranne zero (punto di separazione e quindi di non derivabilià) e la sua derivata vale sempre zero. Essendo dunque una funzione costante si comporta nelle operazioni di derivazione come tale e quindi quando è a prodotto con una funzione rispetta la regola della derivata del prodotto costante per funzione e quando è da sola la sua derivata fa ovviamente zero!!
Detto questo proviamo ora a calcolare la derivata della seguente funzione tenendo presente quanto appena detto e le suddette proprietà fondamentali:
\[\begin{array}{l}
D\,[\left| {{x^2} - 1} \right|] = D\,[{\mathop{\rm sgn}} ({x^2} - 1) \cdot ({x^2} - 1)] = {\mathop{\rm sgn}} ({x^2} - 1)\;D\,[{x^2} - 1] = \\
= {\mathop{\rm sgn}} ({x^2} - 1)\;2x = \left\{ \begin{array}{l}
2x\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;x < - 1\; \vee \;x > 1\\
- 2x\;\;\;\;\;\;\;\;\;\;\; - 1 < x < 1
\end{array} \right.
\end{array}\]
Ecco quindi spiegato il perchè di tutti quei "misteriosi" e "incomprensibili" passaggi con la funzione segno fatti a lezione dai prof universitari, che tendono troppo spesso a "spettacolarizzare" le loro lezioni piuttosto che fare vera didattica passo-passo per far capire veramente la matematica agli studenti !!

Comunque personalmente preferisco non usare la funzione segno perchè ritengo che sia didatticamente e praticamente poco utile per lo studente nello studio delle funzioni con valore assoluto, dove occorre comunque separare sempre i casi e studiare la derivabilità nei punti sospetti di apertura dei valori assoluti, piuttosto che calcolare meccanicamente una derivata che poi alla fine va comunque sempre "aperta" nei suoi casi per lo studio del segno e soprattutto della derivabilità nei punti di separazione!
Saluti.

PS: Essendo questo topic sul calcolo delle derivate con la funzione segno lo User Admin provvederà a spostare l'argomento nella sezione più appropriata del forum e modificando il titolo in "Calcolo derivata con valori assoluti mediante l'uso della funzione segno" al fine di essere correttamente indicizzata dai motori di ricerca.